Oggi su BikeTV apriamo una finestra speciale dedicata al cinema, uno spazio dove le storie diventano specchi del nostro tempo e, qualche volta, anche della nostra vita.

Partiamo con “La nostra unione”, il cortometraggio d’esordio di Stefano Napolitano, un autore che sceglie di raccontare la crisi di coppia nell’era dei social con uno sguardo lucido, ironico e profondamente umano. Un dramma esistenziale che parla di noi, delle nostre fragilità, del bisogno di affermarci e, allo stesso tempo, di ritrovarci. Un racconto che attraversa le tensioni della vita contemporanea — ritmi frenetici, stress, identità digitali — senza mai perdere la possibilità di una riconciliazione. Un’opera girata tra Torino e Collegno, che alterna leggerezza e profondità, e che segna il debutto cinematografico di un autore capace di trasformare il disagio emotivo in narrazione.E poi, cambiamo registro ma non emozione: vi proponiamo un documentario dedicato a Graziano Battistini, ciclista toscano mai dimenticato. Professionista dal 1959 al 1968, Battistini ha scritto pagine importanti del nostro ciclismo: secondo al Tour de France 1960, vincitore di due tappe al Tour e di due tappe al Giro d’Italia, primo atleta a conquistare la Cima Coppi sullo Stelvio nel 1965. Un passista‑scalatore tenace, amato dal pubblico e rispettato dai compagni, che dopo il ritiro si dedicò alla crescita dei giovani talenti. La sua memoria vive ancora oggi nel Memorial Battistini e nel Gran Galà del Ciclismo di Arcola.

Due storie diverse, due linguaggi diversi, ma un unico filo rosso: la capacità del cinema e dello sport di raccontare l’essere umano, le sue sfide, le sue cadute e la sua forza di rialzarsi.